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Internazionalizzazione e reti d'impresa

Le parole d'ordine delle imprese per uscire dalla crisi

Internazionalizzazione e reti d'impresa sono concetti che possono essere impiegati dalle aziende indipendentemente o insieme per uscire dalla crisi e rilanciare lo sviluppo.

In entrambi i casi, però, sono concetti "di moda" anche perchè sono molteplici gli strumenti agevolativi recenti a disposizione per investire in questi ambiti, tra gli ultimi il "voucher per l'internazionalizzazione" del MISE oppure il bando per le Reti d'impresa nel settore turistico del MIBAC o i bandi di molte Camere di Commercio e delle aziende di sviluppo regionale, (Sviluppo Campania, ecc.).

Le Reti d'impresa sono uno strumento innovativo nato in Italia nel 2009, dalla constatazione della realtà molteplice ed imprescindibile delle piccole e microimprese che non hanno per natura la struttura per competere e crescere sui mercati internazionali. Sono aggregazioni d'imprese riconosciute giuridicamente che hanno l'opportunità di collaborare insieme per conseguire degli obiettivi comuni che possono essere i più svariati (ricerca e sviluppo, commercializzazione, produzione, ecc. fino all'internazionalizzazione). 

Particolari vantaggi sono riconosciuti, in particolare, alle reti d'imprese del settore agricolo, proprio per favorire la collaborazione e l'integrazione, come nel caso in cui la produzione agricola della rete può essere riconosciuta a titolo originario da parte di un'azienda della rete anche se prodotta da un'altra.

Internazionalizzare la propria azienda in un momento come questo in cui la domanda interna è ferma o addirittura in contrazione può significare aprire nuove opportunità di mercato.

Ma bisogna farlo con attenzione, scegliendo in maniera opportuna i mercati potenziali perchè, quando si comincia ad investire in una direzione, non è facile farlo anche in altre, quando queste interessano Paesi ed aree geografiche distanti e spesso poco note.

Può allora far comodo utilizzare strumenti di analisi per indagare le aree e/o i Paesi potenzialmente più promettenti in base (ad esempio) alle serie storiche delle importazioni dei prodotti simili ai nostri in quei Paesi e/o aree geografiche, valutare il prezzo medio dei prodotti importati e quindi se i nostri prodotti avrebbero lì un mercato. Poi, può servire incrociare questi dati con quelli macroeconomici del Paese (rischio Paese, solvibilità, ecc.).

In tal modo, le nostre scelte saranno più oculate e spesso avremo più alternative tra cui scegliere.

Sarebbe pure opportuno non delegare completamente le attività di internazionalizzazione ad una società di consulenza. Comunque vada, anche nel caso in cui l'attività non porti grandi frutti, vale sempre la pena cominciare ad imparare come si opera in questo settore, in modo da far crescere il know how personale e quello della propria azienda. Diffidate allora dei consulenti che non vi danno visibilità dei dati e dei processi di scelta.

Ma una volta scelto un Paese o un area da esplorare, occorrerà trovare in loco dei contatti commerciali attraverso cui penetrare in quei mercati (importatori, distributori, ecc.). Qui serve avere accesso a database qualificati di quel Paese o area ed eventualmente poter contare su di un partner qualificato che possa introdurci e anche accompagnarci in missione. 

Come dicevamo prima, sono molteplici gli strumenti agevolativi disponibili, alcuni attivi solo nei periodi di disponibilità di bandi ad hoc, altri sempre, come ad esempio i bandi sempre aperti di Simest.

In ogni caso, gli strumenti non sono di semplice applicazione, pertanto può essere utile avvalersi di consulenti esperti come quelli di MINDBOOK.

Lo stesso dicasi per i processi d'internazionalizzazione e di start up e/o gestione delle reti d'impresa. Anche in questo caso, MINDBOOK potrà aiutarvi direttamente o tramite i propri partners.

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